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JAZZITALIA

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E' una piacevole scoperta il giovane sassofonista africano Ivan Mazuze. Nato e formatosi in Mozambico, dopo otto anni di studio di pianoforte classico si dedica al sassofono e si laurea in Etnomusicologia presso il Dipartimento di Jazz ed Etnomusicologia dell'Università di Città del Capo, in Sudafrica.

Ndzuti, che in un'antica lingua del sud del Mozambico significa ombra, è la seconda fatica dopo l'album di debutto del 2009 Maganda. Il progetto ci offre una vera commistione di generi che si abbracciano e si sfiorano: troviamo ritmi, percussioni e melodie dell'Africa meridionale ed occidentale che duettano con melodie latino-americane.

La complessità ritmica accompagna l'intero album e il timbro pulito e cristallino del sassofono si fonde perfettamente con le intromissioni e i colori sudamericani della cantante norvegese Hanne Tveter (Pé Descalco, Ritmo De La Vida). Il lavoroincalza e si perde trascinato dall'idioma africano, ma ci pensa l'ottimo pianista André Viervoll a riportare il jazz e blues in primo piano (Celina, Ritmo De La Vida).

Si potrebbe parlare di un album dalle sonorità "world music", in realtà è l'Africa che in tutte le sue (ri)flessioni riempie con gioia e vitalità lo spazio musicale.
Tra gli ospiti d'eccezione, oltre alle cantanti Manou Gallo e Hanne Tveter troviamo il pianista Omar Sosa che in Conversations esplora con accordi ancestrali tutte le sonorità delle sua terra. Nel brano Nguni un pianismo sincopato e tribale si staglia all'orizzonte come d'incanto.

In copertina lo stesso Mazuze guarda con consapevolezza la sua ombra al sassofono, pronto a ricordarsi delle proprie origini e dell'imprescindibile legame con la sua terra, ciò non gli impedisce di aprirsi alle suggestioni del jazz contemporaneo.

Nicola Barin per Jazzitalia

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Ivan Mazuze Quintet Live at Cosmopolite Scene

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